I marchi vanno in scena in Carosello

IL MONDO DEGLI ELETTRODOMESTICI È STATO UNO DEI GRANDI PROTAGONISTI DI QUESTO PROGRAMMA: DA CANDY A PHILCO, DA CASTOR A IGNIS, MA ANCHE REX, ZOPPAS E ATLANTIC

Il Carosello ha aperto per la prima volta il suo siparietto sulla Rai il 3 febbraio del 1957 ed è stato per 20 anni la principale espressione pubblicitaria televisiva italiana: si trattava di scenette e piccoli racconti, slegate dal prodotto da reclamizzare, al termine delle quali era inserito un codino, di 35 secondi, in cui c’era la vera e propria pubblicità. Poco meno di un anno prima che venisse mandata in onda l’ultima puntata (il 1° gennaio del 1977), un’indagine del settimanale “Epoca” stimò che su 19 milioni di italiani che guardavano Carosello, ben 9 milioni erano bambini, e che l’80% di questi pretendeva che i genitori comprassero i prodotti reclamizzati. Sono tantissimi i registi, soggettisti, cantanti e attori che hanno contribuito a Carosello: da Eduardo de Filippo a Mina, da Vittorio Gassman a Dario Fo, da Sergio Leone a Totò, ma anche Nino Manfredi, Nino Taranto, Raimondo Vianello, Carlo Giuffrè, Gillo Pontecorvo, Lina Wertmüller, Dino Risi, Ermanno Olmi e Pupi Avati, solo per citarne alcuni.
Il mondo degli elettrodomestici, soprattutto con lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi, è stato uno dei grandi protagonisti di questo programma, proponendo serie spesso dedicate ai bambini (tanto che in molte famiglie italiane la fine di Carosello segnava l’ora di andare a dormire per i più piccoli) e cartoni animati, ma anche veri e propri cortometraggi d’autore, oltre a scene umoristiche, storie ambientate in mondi fantastici o nella quotidianità, sperimentando soluzioni visive moderne e linguaggi che andavano dal disegno animato, allo sceneggiato, al mino e al balletto.

Candy e “Tic l’automa perfetto”
Diverse sono state per esempio le serie di Candy: il primo Carosello delle lavatrici del marchio metteva in scena una professoressa, impersonata dall’attrice francese Hélène Rémy, di una scuola di mariti. Questa serie ha preceduto quella celebre che aveva come protagonista “Tic l’automa perfetto”, interpretato dal mimo Angelo Corti. Tic era ispirato al personaggio di Robby, il robot del film del 1956 “Il pianeta proibito”, un classico del cinema di fantascienza, diretto da Fred McLeod Wilcox. La serie andò in onda per qualche anno a partire dal 1962: l’automa si installava in una famiglia, composta inizialmente dal marito Aldo Giuffrè (che poi sarà sostituito da Roberto Villa), la moglie Xenia Valderi (poi impersonata da Marisa Borroni e Antonella Steni) e il piccolo Mauro De Francesco, e svolgeva i vari lavori di casa, fino a quando chiedeva di poter fare il bucato. La risposta della donna di casa era immancabilmente: “No, il bucato in casa c’è chi lo fa meglio di te, e a lei dico: grazie Candy!”. Nei vari episodi Tic compiva varie imprese, dal salvare la cena dei padroni, a sventare furti, fino a innamorarsi di un altro robot. Nel 1966 Candy abbandonò Tic per altri Caroselli: tra questi, c’è una serie che aveva per protagonisti personaggi famosi che cambiavano ogni settimana e alcuni che si ispiravano all’idea di documentari fantascientifici.

Castor e il fantasmino di Bruno Bozzetto
Sempre nell’ambito della lavatrici, amatissima fu la serie di Castor, “Le avventure di Buc il bucaniere”: il protagonista era un fantasmino con un buco nella pancia, ideato e disegnato da Bruno Bozzetto e Guido Manuli, che in ogni episodio cercava di spaventare qualcuno senza riuscirci; alla fine di ogni avventura Buc si sporcava e si buttava nella lavatrice, esclamando “Castor lavami!”, uscendone poi pulitissimo. Buc ebbe peraltro qualche problema con la censura: a creare perplessità era la frase, pronunciata dai bambini che vedevano il fantasmino, “Mamma voglio anche io il buco nella pancia!”. A quanto pare, Bozzetto raccontò che fu difficile far capire da un lato alla Sacis (la società per il controllo e lo sviluppo della pubblicità televisiva creata dalla Rai) che non c’era alcun doppio senso osceno, e dall’altro all’azienda che il buco nella pancia di Buc non era causato dalle lavatrici.
 
Philco sul pianeta Papalla
Una serie piuttosto famosa e amata è stata quella ideata dall’agenzia Armando Testa per gli elettrodomestici Philco, con pupazzi animati e ambientata sul pianeta Papalla, abitato da palle bianche con occhi e naso (fisicamente delle sfere in gesso), che andò in onda dal 1966 al 1972. La serie mette in scena vari usi e costumi e vicende del pianeta: ne venivano narrati i progressi scientifici, come per esempio coltivare direttamente i maccheroni e gli spaghetti anziché il grano, si raccontava come si passava il tempo libero visto che sul pianeta si faceva festa 5 giorni alla settimana, oppure le Olimpiadi, chiamate Papalliadi, e persino la scelta, da parte delle donne papalliane, del marito grazie a un calcolatore elettronico fino al matrimonio e all’attesa di un Philco. Riguardo alla serie Armando Testa, in un’intervista rilasciata nel 1968 a “Tempo Philco”, ha raccontato come sono nati questi strani personaggi: “per essere coerenti con il prodotto reclamizzato, abbiamo pensato ad un mondo astrale, ad un pianeta abitato da gente simpatica e molto progredita che tuttavia si inchinava davanti all’alto valore tecnico dei prodotti Philco”. Gli abitanti del pianeta dovevano rappresentare, secondo il pubblicitario, “una vita ricca, opulenta”, sottolineando che “nel caso di televisori, frigoriferi e lavatrici, la linea conta poco perciò si offriva un’isolata occasione di adoperare un personaggio tutto tondo, un’autentica palla. Per ricordare nell’aspetto del personaggio qualcosa dei prodotti Philco, gli abbiamo aggiunto gli occhi a forma di video sia pure mascherati da pseudo occhiali”. Il pubblicitario diceva anche che era stato ideato “un mondo progredito, un mondo molto avanti nelle scoperte tecniche e scientifiche per riagganciarci al mondo da reclamizzare. Eppure c’è una cosa che questo mondo astrale invidia alla Terra: i prodotti Philco e li importa a getto continuo”.

I Caroselli cinematografici di Rex
Rex invece puntò sul legame con il mondo del cinema: per reclamizzare le lavatrici e il bruciatore, fu ideata una serie (dall’agenzia McCann Erickson), con la musica di Ennio Morricone del film del 1970, diretto da Elio Petri, “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”. Tra le situazioni rappresentate c’era per esempio quella di un gruppo di persone, seguite da una scorta, che prendevano preziosi oggetti d’arte e li lavavano nella lavatrice Rex, per dimostrare la delicatezza dell’elettrodomestico.
Una vera perla sono poi i Caroselli, per lo stesso marchio, diretti da un regista del calibro di Gillo Pontecorvo: si tratta di episodi di taglio documentaristico, tra cui spicca quello dal titolo “Il debutto”, del 1970, che racconta del debutto di un bambino in un circo all’aperto.
Un’altra serie notevole di Rex, per pubblicizzare frigoriferi e cucine, aveva invece come protagonista un professore interpretato da Paolo Stoppa, che pensa di potersela cavare in ogni situazione tirando fuori paroloni per fare effetto; la tattica però non funziona, perché la gente vuole “fatti, non parole”, come spiegava il celebre slogan del marchio. La stessa idea sarà alla base della serie successiva, dove il professore verrà sostituito dal “direttore”.

Ignis, dagli “incontentabili” a Nino Manfredi
Un altro marchio che si legò a serie popolarissime è Ignis. Forse la più celebre è quella degli “incontentabili”, con le musiche di Ennio Morricone. Il racconto si basava su una famiglia, con prima Giampiero Albertini e poi Adolfo Celi nei panni del marito, che, in ogni episodio, entrava in un negozio diverso per fare acquisti, per esempio una cravatta, una camicia, una torta, una cinepresa, degli occhiali e così via. Ogni volta il commesso del negozio mostrava tutta la merce di fronte all’intrattabile capofamiglia e immancabilmente, dove aver cercato di accontentarlo invano, affermava: “Ma lei è incontentabile!”. Al che il marito rispondeva: “Sempre!”. La famiglia poi, alla fine dell’episodio, comprava a colpo sicuro un elettrodomestico Ignis. Il commesso era interpretato di volta in volta da un attore diverso, di solito da un caratterista del cinema, tra cui Leo Gullotta, Marco Tulli e Franco Bracardi.
Anche Nino Manfredi ha recitato nei Caroselli del marchio: in una serie ispirata alla commedia italiana, in particolare riprendendo una scena del famoso film di Dino Risi “Straziami, ma di baci saziami” e in un’altra, diretta da Enzo G. Castellari, in cui l’attore raccontava i suoi ricordi legati al cinema e al teatro.

Zoppas con Dario Fo e Franca Rame
Altri personaggi celebri che hanno recitato in Carosello sono Dario Fo e Franca Rame. Zoppas mandò in onda nel 1963 alcune serie, ideate con l’agenzia BBDO, che mettevano in scena i continui litigi della coppia; gli episodi si concludevano con Dario Fo dentro una lavatrice che diceva: “È Zoppas? Allora mi sta bene!”. Questa serie fu anche al centro di una polemica. Sulla rivista “Vie Nuove” si leggeva in proposito: “nei primi giorni di gennaio avrebbe dovuto andare in onda una serie di Caroselli girati da Dario Fo e Franca Rame per conto di una grossa società produttrice di cucine e di frigoriferi. Soltanto ora si è saputo che la società, impegnata economicamente in modo rilevante e avendo già pagato il tempo a disposizione e le spese di realizzazione dei cortometraggi, ha dovuto minacciare la Rai di citazione in giudizio per ottenere che i Caroselli andassero in onda comunque, sia pure in ritardo. La Rai infatti aveva bocciato i filmetti ritenendo disdicevole la presenza di Fo e di sua moglie, banditi dalla tv dopo lo scandalo di Canzonissima”. La vicenda cui si fa riferimento è il ritiro di Fo e della Rame dal programma “Canzonissima” perché la Rai aveva censurato uno sketch della coppia di attori sui lavoratori edili, proprio mentre era in corso una vertenza sindacale che li riguardava.

Atlantic Electric tra freddure e leoni
Gli elettrodomestici Atlantic Electric, in particolare i frigoriferi, sono ricordati in Carosello soprattutto per una serie che aveva come testimonial l’attrice africana Kadigia Bove (poi diventata nota anche per essere la prima moglie di Achille Occhetto), che negli episodi veniva presentata come “Stella Atlantic”. La trovata pubblicitaria era contrapporre a un prodotto bianco e freddo come un frigo una bellezza nera. Per diversi anni il marchio mise in onda episodi interpretati dall’attrice: nei primi la si vedeva cantare e ballare vestita con un frac argentato, poi parlare della sua terra, l’Africa, mostrando piccoli animali come il leoncino Kiko, che l’accompagnerà in altre serie ambientate per esempio nella sua casa di Roma (attrezzata per vivere con il leone) e in una fattoria. Un altro Carosello di cult del marchio, anche se forse meno conosciuto, fu trasmesso per lanciare, nel 1960, i frigoriferi Atlantic: vari personaggi, per esempio un eschimese e un indiano, si sfidavano in un campionato mondiale di “freddure”, cioè di barzellette, su un ring di boxe con Gianni Cajafa come arbitro; chi riusciva a far scendere di più la temperatura su ring era il vincitore di un frigorifero.

Girmi nella famiglia del futuro
Non sono molti i Caroselli che reclamizzavano invece i piccoli elettrodomestici. Tra i più famosi ci sono gli episodi della serie “I pronipoti” (1975) che pubblicizzavano i piccoli elettrodomestici per la cucina e il bagno targati Girmi, realizzata da Toni e Nino Pagot (autori anche del personaggio di Calimero). Gli autori sostanzialmente ridisegnarono per il mercato italiano “The Jetsons”, una serie a cartoni animati di Hanna-Barbera, che raccontava le avventure quotidiane di una famiglia del futuro, mandata in onda per la prima volta negli Stati Uniti il 23 settembre 1962.

Tratto dal nr. 8/2013 di ae-apparecchi elettrodomestici-Speciale 60 anni.