Rilancio internazionale per Nardi

Marco Nardi, presidente di Nardi Elettrodomestici Spa

Si apre una nuova promettente fase per Nardi. Dopo l’acquisizione da parte del Gruppo Condor, player algerino di spicco nel settore, la storica società italiana è diventata Nardi Electronics Italy ed è pronta a ridisegnare il proprio futuro all’insegna dell’Italian Feeling. L’italianità, infatti, resta al centro della strategia ed è uno dei valori principali che Condor ha individuato in questo storico brand, che ha saputo fare del built-in di qualità il suo tratto distintivo. L’acquisizione rientra nei piani di espansione della stessa Condor, che punta a crescere a livello internazionale, grazie a un’offerta di prodotti dal valore aggiunto.
Nardi è attualmente già presente in oltre 80 paesi, tra cui Italia, Russia, Medio Oriente, Australia e America Latina, con circa 700.000 elettrodomestici venduti ogni anno. Ma numeri a parte, ciò che porta all’interno del Gruppo è l’esperienza nel mercato degli apparecchi da incasso, l’area nella quale, come racconta Marco Nardi, general manager di Nardi Electronics Italy, l’azienda ha raggiunto un elevato livello di specializzazione fin dagli anni Settanta, precorrendo decisamente i tempi. Il 2018 è il 60° anniversario dalla nascita del brand, che ha preso parte con successo all’ultima edizione dell’IFA e ha lanciato la sua filiale algerina, che assumerà la responsabilità dell’intera regione del Nord Africa.

Quali momenti ricorda come più significativi della storia di Nardi?
Nardi ha alle spalle una storia di sessant’anni, che ha visto diverse tappe e tanti momenti salienti. Tra questi una svolta strategica è stata, senza dubbio, la scelta di focalizzare il business dell’azienda su un segmento ai tempi poco diffuso e sviluppato, ovvero il built-in. Questa specializzazione avviata già agli inizi degli anni Settanta, è stata una scelta vincente nel tempo, che ci ha permesso di accrescere sempre di più le conoscenze in quest’area.
Un altro step decisivo è stato l’ampliamento della gamma, affiancando al nostro core business – la Cottura – gli apparecchi per la refrigerazione, la congelazione e il lavaggio, comprese le lavabiancheria, sviluppate sempre prevalentemente per l’incasso.

Quando vi siete affacciati ai mercati esteri?
A distanza di non molto tempo dalla nascita, Nardi ha avviato un processo di internazionalizzazione, che all’epoca non era consueto per le aziende italiane, ma che ci ha consentito di espanderci in diverse aree geografiche, portando il brand e il prodotto in vari mercati esteri. Un percorso che ci ha fatto maturare una notevole conoscenza di vari ambiti, standard e normative, che si sono molto evoluti nel tempo. Al di fuori dell’Unione Europea, infatti, la situazione è molto variegata e la nostra esperienza all’estero ci ha permesso di acquisire competenze specifiche internazionali dalla progettazione fino all’omologazione dei prodotti.

Come avete gestito la politica distributiva e cosa cambierà ora?
Per quanto riguarda l’Italia, il canale principale è sempre stato quello dei rivenditori di cucine componibili, sebbene nel tempo ci siamo aperti ad altri sbocchi. In questo momento, sempre in risposta alla strategia di espansione del Gruppo Condor, abbiamo in serbo diverse novità per il trade specializzato. L’obiettivo è lanciare una gamma di prodotti dedicata solo a questo canale, che dovrebbe arrivare nei negozi già nel primo semestre del 2019. Avremo poi anche iniziative dedicate al canale online.

Cosa ha determinato l’acquisizione di Nardi da parte del Gruppo Condor?
Condor, terzo gruppo industriale algerino, ha acquisito l’intero ramo d’azienda della nostra società, dal marchio agli asset industriali, progettando un rilancio non solo a livello regionale ma anche internazionale. L’acquisizione rientra negli obiettivi del Gruppo per il futuro, che nel prossimo quinquennio punta a raddoppiare il fatturato.

Qual è il ruolo dell’Italia in questa strategia?
L’Italia ha un ruolo fondamentale in questa visione. Proprio per questo, è stata creata una società di diritto italiano, Nardi Electronics Italy, che opera come filiale commerciale, facendo trading di prodotti a marchio Nardi in determinate aree e mercati, ma svolge anche funzioni di marketing strategico, di ricerca e sviluppo, di controllo qualità e certificazione dei prodotti.
Il made-in-Italy resta un elemento ancora molto ricercato nel mondo e Condor vuole valorizzarlo.

La vostra gamma di elettrodomestici si declina in base alle esigenze dei vari mercati?
Abbiamo sia prodotti apprezzati e vendibili in diverse aree geografiche, sia apparecchi più peculiari, che rispondono al gusto e alle esigenze specifiche di determinati mercati e consumatori. Siamo inoltre in grado di proporre dispositivi conformi alle normative tecniche dei vari mercati di sbocco.

Che obiettivi avete per i prossimi anni?
La nostra nuova realtà, benché nata da una società storica, è oggi una sorta di start-up che si sta preparando al rilancio. Puntiamo quindi per ora a ristabilire le quote di mercato che avevamo prima dell’acquisizione, con una grande presenza all’estero e una quota del 35-40% del business concentrato in Italia.

 

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